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GIRO BASSO DEL SIRENTE Si parte da Celano in Piazza IV Novembre (q. 829) seguire l’indicazione per la A24, si percorrono km. 2 in discesa, oltrepassare il ponte sul Rio Foce (pont d Chiucchij) (q. 748) svoltare a sinistra per strada sterrata. Qui comincia l’avventura, dopo un breve tratto di falsopiano comincia una rampa a forte pendenza con fondo sconnesso, al termine della rampa la strada prosegue per falsipiano e brevi rampe di media pendenza, il fondo si presenta argilloso e sconnesso con tratti tecnici che richiedono una buona tecnica di guida altrimenti piede a terra. Incrociata la strada che sale dal piazzale delle Gole di Aielli – Celano (q. 924) si prosegue in salita ma con fondo abbastanza buono fino ad un incrocio (Croce in acciaio q. 979), proseguire dritti per breve tratto in discesa e dopo un falso piano si incrocia la strada che viene da Aielli (q. 975), girare a sinistra.
La defensa da “Vado castello”
Qui comincia la “Defensa”, è una salita che si presenta con fondo sostanzialmente buono a parte un breve tratto a ¾ del percorso che è breccioso, ci sono pendenze più o meno forti interrotti da tratti in falsopiano che consentono di tirare il fiato. A circa 3 km. dall’inizio della “Defensa” un cancello sbarra la strada (q. 1153), a 7 km. incontrerete un fontanile con acqua potabile (q. 1473) nella parte finale c’è il tratto più duro, inizia da una zona in frana (q. 1490) e dopo qualche tornante termina a “Vado Castello” (q. 1540), la salita della “Defensa” è lunga circa 7.6 km. La strada prosegue per i prati del Sirente in falso piano per circa 500 metri e dopo saliscendi a circa 1 chilometro dal valico si incrocia la strada che sale a destra per Valle Faito (1550), (NOTA 1: qui incomincia la variante alta del giro del Sirente che descriveremo in seguito). Proseguire verso sinistra e scendere ai Prati di Santa Maria (q. 1530), la strada riprenderà a salire anche con brevi tratti abbastanza duri fino al valico dei Prati del Popolo (q.1608), a questo punto avrete percorso circa 19.00 chilometri. (NOTA 2: la strada che sale a sinistra è l’arrivo della variante alta del giro del Sirente che descriveremo in seguito). Adesso comincia una discesa molto divertente che ad inizio stagione può essere molto tecnica in quanto il fondo si presenterà sicuramente sconnesso a causa delle corrivazioni del disgelo, è lunga circa 4.5 km. fino ad incrociare la strada di Val D’Arano (q.1353).
“Vado castello”
La strada sterrata finisce, si risale quindi ad Ovindoli (q. 1380) e dopo circa 11 chilometri di discesa di nuovo alla Piazza di Celano. La lunghezza complessiva del percorso è di circa 36 chilometri che possono arrivare a 40 se arrivati a Val D’Arano girate a sinistra e fate il circuito sterrato che è lungo circa 4 chilometri. Il giro può essere fatto nei due sensi di marcia, non lasciarsi ingannare dalla non eccessiva lunghezza del percorso, le salite che si andranno ad affrontare sono abbastanza dure. VARIANTE ALTA DEL GIRO DEL SIRENTE (N°1 del percorso principale) – Girando a destra all’incrocio dopo una serie di sali scendi si attraversa Valle Arzano (q.1664) a 3.5 chilometri la strada rispiana sopra Valle Faito (1768), a 6 km. si trova Fonte Monacesca (q. 1812) normalmente c’è acqua potabile e fresca anche nei periodi di siccità, si attraversa quindi la Valle della Paura e si risale a Fonte Caperno (q. 1848) che il punto più alto del percorso.
La Serra e il M. Etra visti dalla Valle della Paura - In lontananza il M. Viglio oltre la nebbia del Fucino
La strada prosegue con sali scendi, attraversa lo Stazzo di Cristo e in picchiata incrocia, dopo circa 10 chilometri dall’inizio (q. 1731) la strada che a destra va alla Valle e quindi a Rovere (ma questa è un’altra storia).
La Valle della Paura
Prendere quindi a sinistra e dopo un falsopiano in picchiata ai Prati del Popolo (q. 1608) - (N°2 del percorso principale). Il percorso è lungo circa dodici chilometri, il fondo è sempre pedalabile anche se abbastanza sconnesso quindi bisogna fare attenzione nell’affrontare le discese che risultano essere molto tecniche e di conseguenza molto divertenti. MONTE MAGNOLA COLLE DEL PIDOCCHIO Dal valico di Fonte Capo la Maina (q. 1116) sulla provinciale che collega gli abitati di S. Iona e Forme si snoda una strada carrareccia che va ad incrociare la strada provinciale che da Ovindoli porta al piazzale della Magnola (q. 1420). La strada si può percorrere nei due sensi di marcia ed è lunga circa nove chilometri, se si sale da Fonte Capo la Maina la salita è di media difficoltà con fondo buono tranne un breve tratto centrale in cui la presenza di ghiaia rende difficoltoso il procedere, dopo circa cinque chilometri appena passato il rifugio Fonte Tavoloni (q. 1480) la strada spiana, il posto merita una sosta in quanto il panorama spazia dal Gran Sasso alla Maiella, il Sirente, il Velino, la piana del Fucino ed i monti circostanti con in primo piano la Serra con la cresta ovest e l’abitato di Celano.
Il Monte Cafornia (q. 2424)
La strada si sviluppa per altri quattro chilometri circa con una lunghezza complessiva del percorso di km. nove, si prosegue quindi per una divertente discesa e brevi tratti in falso piano. L’INESORABILE Dalla sommità di Colle del Pidocchio sale per il versante sud del Monte Magnola (q. 2220), il percorso “INESORABILE”, il nome è dovuto al fatto che nonostante l’esigua lunghezza, sono circa sei chilometri, è una salita continua con tratti in forte pendenza e senza neanche un metro per riprendere fiato. Inizia nei pressi del rifugio Fonte Tavoloni a q. 1480 circa e dopo una serie infinita di tornanti arriva a quota 1990 circa, nonostante il fondo si presenti abbastanza sconnesso il percorso è pedalabile per quasi tutta la lunghezza tranne alcuni tratti in cui la presenza di ghiaietto costringe sovente a mettere i piedi a terra complice anche la forte pendenza. In realtà la strada finisce dopo un breve tratto in discesa ad un pratone da cui si può ammirare il gruppo montuoso del Velino con in primo piano il Monte Cafornia (q.2424).
Il rifugio Magrini (q. 2178)
A questo punto si può optare per due possibilità, la prima è percorrere a ritroso la stessa strada che offre una discesa divertente anche se molto tecnica oppure, con un po’ di buona volontà, se spingete la bici per quasi un chilometro ed un dislivello di circa 190 m. in direzione nord si arriva al rifugio Magrini (q.2178), la struttura è in forte stato di abbandono. Di sicuro vale la pena caricarsi di un ulteriore sforzo per arrivare al rifugio in quanto la bellezza del panorama vi ripagherà di tutte le fatiche, adesso procedendo verso est si incrocia la strada che arriva al rifugio Telespazio (q. 1980), è tutta discesa il fondo si presenta molto sconnesso anche grazie alla presenza di grosse pietre quindi si tratta di una discesa molto delicata. Arrivati al rifugio Telespazio si scende per le piste da sci, la “Montefreddo” ed il “Canalone” fino al piazzale della Magnola (q.1460), le pendenze sono forti quindi freni e mezzo in ottimo stato, attenzione ai ribaltamenti ed alle curve. |
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