Antico borgo medievale d’Abruzzo, centro dei possedimenti dei conti di Celano, arroccato tra la montagna e la fertile piana del Fucino, Celano, centro vitale della Marsica, si pone agli occhi del visitatore come un’inaspettata sintesi di natura, arte, storia, e confort. Celano, sorge a circa 850 metri di altitudine con una popolazione di circa 11.000 abitanti.

Numerosi sono le attrattive turistiche e naturali della zona, su cui spicca il meraviglioso castello medievale e le tante chiese. L’area del centro storico è piuttosto vasta, ma la zona più suggestiva è senz’altro l’antica cittadella che si dirama attorno al castello in forma radiale e avvolgente. La sua posizione strategica quanto mai pittoresca, sulla cima del Colle di San Flaviano, impone l’attenzione dello sguardo praticamente da ogni angolo, consentendo una veduta panoramica contraddistinta dall’imponenza delle cime dell’Appennino.

La Storia

( Panoramica di Celano e della piana del Fucino )

Parte del territorio è incluso nel Parco Regionale Naturale del Sirente-Velino, ed è proprio da qui che in passato partiva il famoso Tratturo Celano-Foggia, antichissimo percorso della transumanza. Celano si trova a metà strada tra Roma e Pescara, a circa 60 km dall’Aquila, ed all’interno del suo territorio si possono ammirare le meravigliose Gole di Celano, raro esempio di canyon in Italia. In un territorio così antico come quello di Celano non poteva certo mancare un ricco patrimonio storico, artistico e religioso, formato da reperti preistorici, luoghi di culto e monumenti, elementi di richiamo turistico e culturale che si fondano con la tradizione enogastronomica locale.

Una terra importante come quella di Celano non poteva che dare i natali a molti personaggi illustri, tra i quali spicca Beato Tommaso da Celano, che ivi nacque fra il 1185 e il 1190, frate minore, autore della più dettagliata biografia di San Francesco (1228-1229) e del Dies Irae ancora oggi considerato capolavoro della lirica religiosa; Giovenale da Celano, pittore del XV secolo che lavorò per papa Giulio II su alcuni affreschi in Vaticano; Pietro Antonio Corsignani, studioso, storico e Vescovo di Venosa, Valva e Sulmona; Onorio, Vescovo di Venosa nel XV secolo.

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( Beato Tommaso da Celano )

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( Giotto, La Morte del Cavaliere di Celano tra il 1295 e il 1299 )

Inoltre, Celano, appare ne La Morte del Cavaliere di Celano, sedicesima scena del ciclo di affreschi delle Storie di San Francesco, nella Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto. Fu dipinta verosimilmente tra il 1295 e il 1299 e misura 230×270 cm.

Questo episodio appartiene alla serie della “Legenda maior” (XI,4) di san Francesco: “Quando il beato Francesco impetrò la salute dell’anima per un cavaliere di Celano, che devotamente a pranzo l’aveva invitato; il quale, dopo la confessione e dopo aver disposto per la sua casa, mentre gli altri si mettevano a mangiare, d’improvviso esalò l’anima, addormentandosi nel Signore.”

La scena, una delle più drammatiche del ciclo, è divisa nettamente in due parti, con l’architettura che inquadra il banchetto con san Francesco e un altro frate e la parte destra con la folla accorsa al nobile cavaliere disteso perché colto dalla morte.

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